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Omaggio ad Alfredo Castelli ed alla ‘Cultura Alternativa’

C’ero qualcosa, nel Regno di Prete Gianni (vedere la voce corrispondente), che valeva più di tutte le sue ricchezze messe insieme: la “Fonte della Giovinezza”, le cui acque ridonavano gioventù e vigore. Lo fonte era a disposizione di tutti, e lo stesso Prete Gianni vi si sarebbe immerso più volte, raggiungendo la rispettabile età di 562 anni.
Sir John Mandeville, l’immaginario viaggiatore protagonista di un popolare romanzo del XIV secolo, la “scoprì” in Asia e vi si tuffò entusiasticamente. Ma il primo esploratore che se ne occupò nella realtà, Don Juan Ponce De Leon, non andò a cercarlo in Asia, come sarebbe stato prevedibile, bensì nel Nuovo Mondo. Ponce De Leon fu accanto a Cristoforo Colombo nel 1493, e raggiunse con lui l’isola di Hispaniola, l’attuale Haiti. Qui venne a sapere dagli indiani che in un’isola chiamata Bimini (nelle attuali Bahamas) si trovava una fontana miracolosa in grado di ridonare la gioventù. A dir la verità la sua collocazione non era troppo sicura. A seconda delle tribù la fonte si trovava a Bimini, ad Haiti, a Cubo, sulla costo settentrionale del Sudamerica, in Florida.
Comunque Ponce De Leon partì fiducioso alla sua ricerca. Tra il 1512 e il 1513 si spostò da Portorico alla costa est della Florida, la circumnavigò quasi completamente, si spinse a sud e raggiunse Cuba, quindi a est verso le Bahamas, per poi tornare, sconfitto ma non domo, a Portorico. Ci ritentò nel 1521 ma, sulla costa della Florida, venne ferito da una tribù di indiani ostili. Quel colpo di freccia gli costò la vita: Ponce De Leon morì di infezione a Cuba poche settimane dopo.
Molti cronisti contemporanei (tra cui Oviedo e Fontaneda) presentano Ponce de Leon con il sarcasmo riservato agli ingenui. In realtà questo coraggioso esploratore, anche se non trovò la Fonte della Giovinezza, scoprì il Canale di Bahama (passaggio obbligato tra Cuba e la Spagna per i futuri navigatori) e diede un notevole contributo alla conoscenza delle tribù indigene. Sullo sua tomba a Portorico c’è scritto:

«Quì giacciono le ossa di un Leone (“Leon”)
le cui gesta furono più grandi del suo nome…»

Martin Mystere 9

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